Cara Ashton, si svegli su Hamas!

L'Opinione - di David Harris
9 Aprile 2010

LETTERA APERTA AL "MINISTRO DEGLI ESTERI" DELL'UE ara Baronessa Ashton, Fin da dicembre, Lei serve in qualità di Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica della Sicurezza dell'Unione europea - in altre parole, come capo della politica estera dell'UE.

Alcuni giorni fa il Suo editoriale "Lezioni da un viaggio a Gaza", è stato pubblicato dall'International Herald Tribune.

Lei ha poeticamente descritto un progetto per bambini sordi ed una scuola per ragazze che ha visitato a Gaza, scrivendo: "Nell'interesse del piccolo ragazzo sordo che si è alzato per tenermi la mano e per le ragazze che aspirano a fare qualcosa della loro buona istruzione, noi dobbiamo far ripartire il processo di pace".

Lei ha però ignorato, piuttosto sorprendentemente, alcuni fatti evidenti.

Non una sola volta la parola "Hamas" è apparsa nel Suo articolo. Come è possibile scrivere oggi su Gaza e riuscire a non menzionare la sua autorità al governo? Non è una piccola svista. Hamas è il cuore del problema.

Come può trascurare lo Statuto di Hamas che definisce la visione del mondo di coloro che la governano?

La lettura dell'intero testo dovrebbe essere obbligatoria per chiunque, come Lei, sia coinvolto nella diplomazia operante nel Medio Oriente. Ecco un assaggio di quello che lo Statuto dice sugli ebrei:

"Il Profeta, Allah lo benedica e gli conceda la salvezza, ha detto: Il giorno del Giudizio non arriverà finché i musulmani non combatteranno gli ebrei (e li uccideranno), C quando gli ebrei si nasconderanno dietro agli alberi e alle rocce, e allora le rocce e gli alberi diranno: Oh musulmani, oh Abdullah, c'è un ebreo dietro di me, vieni e uccidilo!"

Ed ecco come lo Statuto vede il vicino Israele:

"Israele esisterà e continuerà ad esistere finché l'Islam non lo cancellerà, così come ha cancellato altri prima di lui."

Ecco ancora come lo Statuto si riferisce ai cosiddetti infedeli: "Il giorno che l'Islam è apparso, le forze infedeli si sono unite per sfidarlo, poiché gli infedeli sono tutti la stessa nazione. Oh veri credenti, non stringete intima amicizia tra alcuno di loro e voi stessi: perché non mancheranno di corrompervi. Essi desiderano tutto ciò che può causarvi la morte: il loro odio furioso già appare sulle loro bocche; ma quello che celano in seno è ancora più inveterato".

Essendo britannica, Baronessa, Lei può voler sapere come la Seconda guerra mondiale cominciò realmente. Lo Statuto ha la risposta:

"Loro (gli ebrei) stavano dietro la Seconda guerra mondiale attraverso la quale fecero enormi guadagni finanziari commerciando in armamenti, pavimentando la strada per la creazione del loro stato."

E mentre Le vengono le lacrime agli occhi richiamando alla memoria la scuola per ragazze da Lei visitata, sappia che la visione delle donne contenuta nello Statuto di Hamas ha ben poco a che fare con le aspirazioni di un alto ufficio politico come il Suo: "La donna nella casa della famiglia combattente, sia essa madre o sorella, gioca il più importante ruolo nel sorvegliare la famiglia e nell'allevare i bambini imbevendoli dei valori morali e dei pensieri derivanti dall'Islam. Lei deve insegnare loro a compiere i doveri religiosi, preparandoli al ruolo di combattenti che li attende. Questo è il motivo per cui è necessario prestare grande attenzione alle scuole ed al curriculum di coloro che istruiscono le ragazze musulmane, così che queste crescano per essere buone madri, consapevoli del loro ruolo nella guerra di liberazione".

La prossima volta che Lei visiterà Gaza, e prima di condividere col mondo quello che Lei pensa di aver visto, per favore si informi sullo Statuto di Hamas, sul suo rifiuto di riconoscere il diritto di Israele ad esistere, sul ruolo delle donne, sul ruolo centrale della Shari'a nella società e sulle ragioni per le quali l'Unione Europea ha definito Hamas come un'organizzazione terroristica.

Inoltre, Lei potrebbe esortare i Suoi ospiti locali a non mostrarLe solo le istituzioni per bambini sordi e le scuole per ragazze, ma anche le fabbriche di armi e i relativi nascondigli - specialmente quelli localizzati nelle moschee, nelle scuole e negli ospedali. Forse potrebbe anche fare un piccolo tour dei loro luoghi preferiti per il lancio di missili sulle città e sui villaggi israeliani. E forse i Suoi ospiti le illustreranno i loro legami con l'Iran, incluso il contrabbando di denaro e armi così come l'addestramento dei combattenti di Hamas che vanno e vengono attraverso tunnel segreti.

Inoltre, potrebbe chiedere un incontro con Gilad Shalit, il soldato israeliano che Lei descrive stranamente come "catturato" quando egli, in realtà, fu rapito in un'incursione oltre il confine di Gaza. E in virtù del lodevole impegno dell'Ue al rispetto delle leggi umanitarie internazionali, chieda ai Suoi ospiti perché a nessuno è stato permesso di visitarlo fin dal giorno del suo rapimento nel 2006.

Io raccomanderei anche, prima della Sua prossima visita a Gaza, di fermarsi a Ramallah. Chieda ai leader dell'Autorità Palestinese di condividere con Lei i loro ricordi della sanguinosa guerra civile che Hamas provocò in Gaza, nel 2007, e che condusse alla loro espulsione. Se saranno onesti, i leader dell'Autorità Palestinese difficilmente sottoscriveranno la Sua asettica prospettiva sulla Gaza di oggi sotto il dominio di Hamas.

E potrebbe essere benefica anche un'ulteriore sosta a Il Cairo. L'Egitto è non meno preoccupato di Israele circa quello che sta accadendo alle sue porte. Ecco perché sta costruendo un muro lungo il confine di Gaza. Hamas, dopo tutto, si proclama orgogliosamente parte e cellula della Fratellanza musulmana, una minaccia di lunga data alla stabilità dell'Egitto.

Francamente, leggendo le sue "Lezioni da un viaggio a Gaza", non ho potuto trattenermi dal pensare a quegli impressionabili viaggiatori occidentali che visitavano l'Unione Sovietica e ritornavano con entusiastici racconti sulla metropolitana di Mosca, sul circo e sul balletto, sull'ottima educazione impartita ai bambini in età scolastica, e sul paradiso dei lavoratori.

Cara Baronessa Ashton, per favore si svegli.

Sì, la ricerca della pace nella regione è indiscutibilmente un dovere sacro. Ma può essere raggiunto solamente da quelli veramente impegnati alla coesistenza e al rispetto reciproco.

Hamas, quella parola che incredibilmente manca nel Suo editoriale, non è un operatore di pace, ma un sabotatore della pace. Questo gruppo terrorista controlla Gaza, e più presto Lei comprende questo punto essenziale, meglio sarà per tutti noi.

 

Direttore esecutivo American Jewish Committee (www.ajc.org) Traduzione di Carmine Monaco

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